
7 DI FIORI
Cibo
Le Lambasciùne – I Lampascioni
Come recita l’antico adagio: “non zì pegghiànne cazze pe fecàzze e chegghiùne pe lambasciùne”. (La versione veracemente barese di “non scambiare fischi per fiaschi e lucciole per lanterne”). Dopotutto la vita è una questione di interpretazioni, come quella del lampascione che nasce bulbo e finisce insulto.
I lampascioni, poverini, hanno questa faccia un po’ sospetta: sembrano cipolle che hanno smesso di sognare; al primo assaggio un po’ troppo amari ma alla fine hanno la capacità di diventare l’anima della tavola.
Il lampascione non è cattivo, è solo un po’ spaesato, leggermente tonto, come quell’amico che ride delle sue stesse battute per cui nessun altro riderebbe; una persona che di certo non brilla per intelligenza ma gli vuoi bene lo stesso perché come potresti non volergliene?! E allora a Bari lo si prende in giro sì, ma con quel tono mezzo ironico e mezzo affettuoso, come a dire: “sì probbie nu lambasciòne!”
Ma fate bene attenzione perché anche il più insospettabile dei lampascioni, fritto, sott’olio o arrostito, ha la sua rivalsa!
Testo di I’ll Cook Better Than Your Mom
Traduzione barese di Felice Giovine







