Nessuna noia da clavicembalo.
Piccinni è la popstar definitiva del ‘700. Barese classe 1728, sbarca a Napoli e stravolge il sistema dell’opera buffa.
Scrive “La Cecchina” e fa un sold out globale: la gente impazzisce, stampano il suo nome su ventagli e porcellane.
Il primo vero merchandising della storia! Il plot twist? Parigi, corte di Maria Antonietta.
Lo trascinano nel più grande dissing musicale dell’epoca: l’epica faida Piccinni contro Gluck. I fan si azzuffano per strada, lui se ne frega e sputa capolavori a nastro, inventando finali d’opera titanici.
Bari gli ha dedicato il suo teatro più antico non per caso: quest’uomo ha preso lo spartito e l’ha reso mainstream.
Testo di Veronica Condello
con la revisione e la traduzione barese di Felice Giovine