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A DI FIORI

Cibo

U Panzaròtte Il Panzerotto

Come disse una volta una saggia donna (persona senza alcun merito letterario a parte questa geniale esternazione): “Il Panzerotto non è altro che un contenitore culturale, lo si può riempire con qualsiasi cosa si desideri”. Ma attenzione: mangiare un panzerotto a Bari non è solo una cena, è uno sport estremo! Per uscirne indenni (e goderti il momento), segui il manuale di sopravvivenza:

1- La Posizione “a Geisha”: gambe divaricate, busto inclinato a 15 gradi in avanti e braccia protese. È l’unico modo per evitare che il pomodoro bollente ti battezzi la maglietta nuova.

2- Il Primo Morso (con cautela): non azzannarlo subito! Fai un piccolo forellino sulla punta per far uscire il vapore vulcanico. Aspetta che la mozzarella passi dallo stato “lava” a quello “filante”.

3- Gestione del “Laghetto”: man mano che procedi, il sugo si accumula sul fondo. È il momento critico: tieni il panzerotto ben dritto e preparati a risucchiare con decisione.

4- Il Tocco di Classe: accompagna il tutto con una birra ghiacciata rigorosamente dalla bottiglia (e mignolo alzato, se vuoi fare il raffinato) e, tra un morso e l’altro, usa la mano non ancora oleata per riporre la birra sul fianco.

Pochi fronzoli e tanto gusto: se non ti sporchi almeno un dito, non è un vero panzerotto!


Testo di Veronica Condello
con la revisione e la traduzione barese di Felice Giovine

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