Più di una maestra. Rita è l’anomalia di sistema del ‘900 barese. Veneta con cazzimma 100% pugliese, sbarca in città nel 1915 e riscrive le regole. Insegnante e femminista d’assalto: non spiega semplicemente l’ABC, ma fa mentoring ai proletari su come non farsi schiacciare dai potenti.
Agosto 1922: boss fight.
Le squadracce fasciste assediano la città. Bari Vecchia diventa un’Alamo inespugnabile. Indovinate chi c’è sulle barricate a respingere le camicie nere? Lei. Una prof col gesso in una mano e la rivoluzione nell’altra. Le costerà caro: arresti, esilio e il marito ucciso a Mauthausen. Ma Rita non arretra di un millimetro.
Oggi le intitolano i giardinetti al quartiere Libertà, ma questa donna è stata la fottuta barriera di Bari contro la dittatura.
Testo di Veronica Condello
con la revisione e la traduzione barese di Felice Giovine