
J DI FIORI
Cibo
U Fante de la Fecàzze – Il Fante della Focaccia
A Bari è impossibile avere fame; questo perchè in tutta la città, ogni 200 metri c’è un panificio con una saracinesca alzata, che sprigiona un profumo illegale che vi sequestra per strada e una teglia rovente che, con i pochi spicci che avete in tasca, può svoltarvi l’intera giornata. Non credete però ai falsi miti: cuscini di pane spugnosi, tristemente asciutti che cercano il sapore in altezza.
Il credo è uno e soltanto uno e la focaccia barese è una religione fondamentalista. È bassa, sfacciatamente unta, il fondo non si limita a cuocere: frigge nell’olio evo a contatto con la teglia rigorosamente in ferro. Sopra, i pomodorini esplodono e sprofondano nell’impasto creando crateri di pura goduria incandescente. E poi ci sono loro: le olive. Rigorosamente intere, orgogliosamente col nocciolo. Se siete forestieri abituati alle comodità denocciolate, consideratela una selezione naturale: o imparate a mangiarla, o lasciate l’incisivo sul campo.
Vi ungerà le dita, i vestiti e l’anima.
E non ringrazierete mai abbastanza per questo.
Testo di Veronica Condello
con la revisione e la traduzione barese di Felice Giovine







